Iperventilazione

Iperventilazione e attacco di panico: un circolo vizioso

In condizioni di riposo, in assenza di un particolare impegno fisico o psichico e in assenza di disturbi respiratori, di solito si compiono dai dieci ai dodici cicli respiratori al minuto.
Un intero ciclo respiratorio comprende una inspirazione ed una espirazione complete.
Quando la respirazione è più frequente ed eccede rispetto alle necessità dell’organismo, ci si trova in una condizione di iperventilazione.
L’iperventilazione favorisce la comparsa di alcuni sintomi come: giramenti di testa, tensione, dolori toracici, sudorazione, palpitazioni, senso di confusione, formicolii.
Infatti l’iperventilazione, determinando l’aumento del livello di ossigeno nel sangue e, soprattutto, la diminuzione della concentrazione di anidride carbonica, induce alcune reazioni fisiologiche dell’organismo che causano gli spiacevoli sintomi.
L’iperventilazione è spesso presente quando si verifica un attacco di panico ma non ne è la causa diretta. Il motore dell’Attacco di Panico solitamente è la reazione di allarme e di preoccupazione che la persona ha, notando alcuni segnali somatici o psichici che possono essere favoriti dall’iperventilazione (ad esempio: senso di confusione e di irrealtà, formicolii, tensione, palpitazioni, sudorazione).
Il senso di tensione, dolore e oppressione toracica in questi casi è conseguente all’affaticamento dei muscoli toracici solitamente impegnati nell’iperventilazione.

Quali circostanze possono favorire l’iperventilazione?
-ambienti caldi
-ambienti umidi
-odori intensi
-pollini
-sbadigli
-sospiri

Cosa si può fare per stare meglio?
Per prima cosa è necessario conoscere quanti cicli respiratori si fanno in un minuto: stando seduti e respirando come d’abitudine, si considera ogni atto respiratorio a partire dall’inizio dell’inspirazione fino alla fine dell’espirazione, quindi si conta il numero di cicli respiratori compiuti in un minuto d’orologio e si annota su un foglio il numero totale.
Se gli atti respiratori sono più di dodici, ci si trova in una condizione di iperventilazione.
Per regolare il respiro si può utilizzare la respirazione diaframmatica che contribuisce ad adeguare il ritmo del respiro alle necessità dell’organismo.

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